
Scritta fatta a mano a Cingia de' Botti in provincia di Cremona. Dice: "ABBASSO IL PODESTÀ". La figura del podestà fu reintrodotta dal regime fascista a partire dal 1926 con una delle cosiddette "leggi fascistissime" e prevedeva che a quest'ultimo fossero trasferite tutte le funzioni in precedenza svolte dal sindaco e dal consiglio comunale.